«Creare un villaggio delle api e portare i nostri prodotti negli alberghi e nei ristoranti d’eccellenza»

Miele, propoli, pappa reale e birre artigianali. Francesco Caboni, presidente di Opas Terrantiga organizzazione di apicoltori con sede a San Sperate, illustra i progetti aziendali che vuole concretizzare anche con il sostegno del network Sardex.

Coltivano un rapporto viscerale con la terra e con il territorio, in tanti modi: nel lavoro quotidiano, nelle scelte strategiche e nei prodotti, ciascuno dei quali contiene immancabilmente un richiamo ai sapori dell’isola. Opas Terrantiga è l’organizzazione che commercializza e promuove il miele sardo.

Nata nel 2010 su impulso e per volontà di Salvatore Caboni, l’organizzazione – che riunisce complessivamente 18 apicoltori – ha sede a San Sperate, nei locali della Cooperativa Apistica Mediterranea «che con i suoi 3 mila alveari sparsi in tutta l’isola da Teulada a Foresta Burgos e la sua esperienza ventennale improntata su standard qualitativi alti rappresenta il fulcro di tutto», puntualizza il presidente di Terrantiga, Francesco Caboni.

Quarantatre anni, da 25 nel settore, l’imprenditore analizza lucidamente la situazione del comparto, stretto tra norme sempre più complesse, costi elevati e guadagni ridotti all’osso. L’efficienza, la qualità e il patrimonio di conoscenze tramandato dagli antenati «i miei bisnonni materni e paterni avevano le api» sono i pilastri che permettono ancora di stare sul mercato.

«Oggi lavorare in agricoltura e trarne un reddito è molto più complicato rispetto al passato, le spese sono elevate ed erodono i ricavi. Combattiamo ogni giorno una battaglia aspra su vari fronti: burocrazia, concorrenza straniera, scarsa coscienza ambientale che spinge molte persone a usare in maniera disinvolta pesticidi pericolosissimi che uccidono selettivamente e scientificamente le api. Senza di loro non solo non c’è agricoltura ma, non c’è proprio vita».

In questo contesto, l’azienda di San Sperate svolge una funzione molto importante e ad ampio spettro: «Qui – continua Caboni – ci sono i laboratori di confezionamento e di produzione e si concentra anche tutta la parte logistica. Terrantiga tuttavia non è solo un consorzio con un legame commerciale d’interesse fra i soci che, per inciso, devono sposare appieno il codice etico in fatto di produzioni e di retribuzioni del personale ma ha pure il ruolo di opinion leader».

Tradotto: fare politica nel senso più nobile del termine sensibilizzando l’opinione pubblica sui problemi del comparto e sull’importanza economica e soprattutto ambientale delle api. Il consorzio oggi ha dieci dipendenti, sei dei quali sono di Apistica Mediterranea che è il socio di maggioranza. «Forniamo assistenza tecnica agli apicoltori e ricaviamo dalle api tutto quello che è possibile: miele, propoli, pappa reale e polline, prodotti di bellezza e le birre artigianali».

Queste ultime associano il miele con un ingrediente del territorio: dagli agrumi al ginepro, alla pompìa. E sempre al territorio è legata anche la “Pressius Generator 2017”, birra ottenuta con miele e pesche di San Sperate con etichette realizzate da Pinuccio Sciola il celebre artista speratino scomparso nel maggio scorso.

Risultato che è frutto dell’incontro virtuoso di eccellenze diverse e dell’attitudine aziendale a cercare sinergie come quella creata con Sardex. «Ci siamo iscritti nel 2013, considero giusto che si crei un legame tra le aziende. Sotto questo profilo Sardex è rivoluzionario, usa la moneta come mezzo e non come fine che consente di creare lavoro e di generare ricchezza che resta ancorata al territorio».

Nel network l’azienda ha trovato diverse occasioni d’affariabbattendo spese (dalle cassette in legno per la merce sino alla manutenzione meccanica dei mezzi) e trovando nuovi clienti – ma punta a fare decisamente di più: «Confidiamo nel sostegno del Circuito per posizionare i nostri prodotti nelle strutture recettive e nei ristoranti di fascia alta e per realizzare altri progetti come il villaggio delle api, dedicato al fondatore dell’azienda, mio padre Salvatore, proprio per fare in modo che l’apicoltura sia coscienza. Sorgerà in un’area recintata all’ingresso dell’azienda ove sarà possibile osservare molti insetti allo stato naturale e anche prendere confidenza con strumenti e tecniche dell’apicoltura. L’alveare è per noi la sintesi di una società moderna, corretta, dove ognuno ha un suo ruolo e dove l’unione fa la forza».

 

*Foto tratta dal profilo Facebook di OPAS Terrantiga

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