Sardex sul Wall Street Journal

Il Circuito tra i sistemi più efficienti e innovativi. L’articolo del giornalista Donato Paolo Mancini per l’edizione online del prestigioso quotidiano internazionale con le testimonianze di due iscritti rispettivamente a Sardex e a Tibex. Di seguito un breve riassunto e il link al pezzo in lingua originale.

«È vero che Sardex ha aiutato durante questa crisi economica ma non credo che se e quando la recessione finirà, si smetterà di usare il Sardex». Sono le parole di un iscritto al Circuito, Riccardo Porta, titolare di numerosi panifici nel Medio Campidano, e riprese da Donato Paolo Mancini per il Wall Street Journal.

L’imprenditore «ha aderito a Sardex quando esso iniziò le operazioni nel 2009, e l’ha usato persino per comprare l’automobile. Il Sardex è attualmente tra le più grandi monete alternative italiane, con circa 4000 persone che lo utilizzano regolarmente (nell’isola), secondo le sue ultime statistiche».

L’articolo- che cita anche l’esempio virtuoso di Tibex, il Circuito di Credito Commerciale replicato nel Lazio sul modello sardo – è apparso nell’edizione online del prestigioso quotidiano finanziario internazionale e analizza le modalità innovative adottate da cittadini, imprese e anche da amministrazioni locali nella lunga fase di difficoltà economica vissuta dall’Italia.

Un giro d’orizzonte ampio, condotto in varie regioni (dalla Toscana al Lazio passando per la Sardegna), arricchito da testimonianze dirette e che fa il punto su vari sistemi diversissimi tra loro – dal baratto amministrativo alle monete complementari – ma con un denominatore comune: la ricerca di soluzioni capaci di allentare la pressione negativa sull’economia italiana, contrattasi del 5% negli ultimi dieci anni.

Tra i modelli ritenuti più incisivi e interessanti c’è Sardex che è stato replicato con successo in numerose altre regioni italiane. «Essenzialmente i crediti – sottolinea il giornalista – svolgono la funzione di una moneta, acquistando valore attraverso il loro potere d’acquisto. Le aziende, scambiandosi beni che ritengono di pari valore, possono acquistare beni senza usare denaro o senza avere bisogno di prenderne in prestito – cosa che è diventata sempre più importante per i titolari di piccole imprese in un momento in cui in Italia il credito bancario è crollato».

Qui il link al pezzo in lingua originale.

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