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Startupbusiness intervista AD Sardex Roberto Spano

Startupbusiness intervista AD Sardex Roberto Spano

Emil Abirascid di Startupbusiness ha intervistato in occasione di Mitzas 2016 l’AD Sardex Roberto Spano: «La creazione di intelligenza si amplifica se messa a disposizione degli altri; così funziona anche la rete Sardex, dove l’incontro tra operatori economici riconnette il tessuto sociale »

Durante il Festival Mitzas 2016, appuntamento culturale dal respiro internazionale che Sardex propone da tre anni per confrontarsi con il mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale sui temi economici, sociali e culturali cardine del nostro tempo, Emil Abirascid, giornalista e fondatore di Startupbusiness e storico ospite del Festival, ha intervistato Roberto Spano, Amministratore Delegato di Sardex. Tema di questo interessante confronto all’interno di Mitzas, il potere delle reti di riconnettere le imprese e generare valore nel tessuto economico e sociale.

Ve la proponiamo in esteso e con il link diretto all’intervista:

 

Abirascid: Il modello di Sardex utilizza con successo il concetto delle reti. Roberto, perché sono così importanti e in cosa consiste, secondo quella che è la vostra esperienza, il potere delle reti sia dal punto di vista economico che sociale?

Spano: «Devo dire che questo è un tema che ci appartiene molto e che rappresenta appieno il modo in cui ci muoviamo nei territori. Costruire una rete di imprese significa riconnettere degli operatori economici e noi l’abbiamo fatto con un salto paradigmatico del sistema economico, con l’appoggio di nuove tecnologie e con una visione differente delle relazioni che possono essere instaurate in un territorio per creare valore economico. Siamo, a definizione di tanti, una sorta di attivatori di sinapsi interrotte. Ma non si tratta di attivare semplicemente una relazione economica; stiamo riconnettendo degli operatori che magari non si conoscevano, che erano distanti tra loro e che, dopo avere allacciato relazioni economiche, si rendono conto che il vero valore è la relazione sociale che segue e precede la relazione economica.
Con questo modo e con la dinamica tipica delle reti di espandersi in maniera geometrica, siamo riusciti con tanta pazienza, manutenzione e attività fisica sul territorio a creare questi reticoli molto interessanti dove ogni impresa, ogni operatore economico, è un nodo della rete e le relazioni che intercorrono tra di loro sono come archi; quindi un vero e proprio grafo che si muove nel territorio e si collega a pezzi staccati tra loro: questo aumento di relazione crea i presupposti per far crescere il valore nel territorio stesso».

Il meccanismo è proprio quello di mettere a disposizione della rete la capacità produttiva inespressa sul mercato euro

Abirascid: Quindi grazie a questo modello non solo si riesce a gestire meglio il business esistente, quello che era già attivo prima del circuito Sardex, ma si creano anche nuove relazioni di valore e nuovi fatturati. E questi nodi sembrano crescere all’interno di una rete in modo maggiormente esponenziale.

Spano: «Esattamente. Il meccanismo è proprio quello di mettere a disposizione della rete la capacità produttiva inespressa sul mercato euro. Questo crea anche occasioni di nuova produzione di valore: pensa al posto in cui ci troviamo ora, Ejatv (Ndr. media partner di Sardex.net e del Festival Mitzas) che è nata proprio dall’incontro tra operatori all’interno di questa rete; oggi dà lavoro a diverse persone e sta reinterpretando la comunicazione all’interno di Sardex in maniera creatrice di valore. Possiamo dire che questo approccio da estrattivo diventa generativo e quando viene applicato in territori piuttosto disgregati rappresenta un valore che va al di là di quello economico».

Abirascid: Per implementare un approccio filosofico prima che tecnico come quello di Sardex bisogna anche pensare a come ottimizzare l’organizzazione dell’azienda che interpreta questo modello. Oggi si sente parlare con sempre più frequenza di modelli olocratici di organizzazione delle aziende. Sono modelli decentralizzati e non gerarchici. Mi sembra di capire che anche Sardex sia così organizzata, o sbaglio?

la creazione di intelligenza si amplifica nel metterla a disposizione degli altri nodi della rete

R.Spano: «Non sbagli. E devo dirti che questa è una delle riflessioni profonde che facciamo piuttosto frequentemente in azienda. Il punto dal quale siamo partiti è infatti questo: abbiamo un tipo di business che non è tradizionale ma non convenzionale; la struttura organizzativa necessaria per condurre un’attività del genere deve essere adeguata, quindi anch’essa non convenzionale. La rete che gestisce credito con le monete complementari come la nostra ha la caratteristica di rendere più responsabili i nodi e i partecipanti alla rete. Da questo punto di vista anche la nostra organizzazione deve far riferimento proprio ad una rete olonica. Quindi olocrazia sì, nel senso che le responsabilità vengono distribuite nella rete, e c’è un’assunzione di responsabilità di ciascun nodo, così come del nodo chiave che è appunto Sardex in qualità di gestore della rete. Da questo punto di vista, la creazione di intelligenza si amplifica nel metterla a disposizione degli altri nodi della rete e se gestita in maniera democratico-distribuita e generativa, può essere senz’altro assimilata ad una struttura olocratica. È chiaro poi che è molto importante che questo tipo di organizzazioni siano reattive e in condizioni di adeguarsi rapidamente alle caratteristiche del territorio nel quale si instaurano. Uno dei punti che ci ha stimolato diverse riflessioni è invece come declinare questo modello in aree diverse dalla nostra regione. Il modello Sardex è stato replicato in 10 regioni e ogni territorio regionale ha peculiarità tali per cui necessita di una regolazione più fine del modello. La via più facile per replicarlo è andare nel territorio valorizzando ciascuno nodo della rete».

E. Abirascid: In sostanza, si impara ogni volta che la rete si estende e attecchisce in un nuovo territorio. I prossimi obiettivi di Sardex, a questo punto, immagino prevedano lo sbarco all’estero.

R.Spano: «Intanto cresciamo qui e rafforziamoci nei territori dove siamo già attivi. Gli amici che sono venuti al Festival Mitzas da diverse parti del mondo per discutere con noi, ci stanno fornendo tutta una serie di elementi che saranno molto preziosi per decidere se e come far sbarcare il modello Sardex fuori dall’Italia».

 

 

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